Inaugurato il Parco Solare Termodinamico sperimentale della Sardegna

In provincia di Nuoro, precisamente nell’area industriale di Ottana, nella giornata di ieri è stato inaugurato il primo lotto del Parco Solare Sperimentale e Termodinamico, alla presenza degli assessori dell’Industria e dei Lavori Pubblici, Maria Grazia Piras ed Edoardo Balzarini, dell’amministratore unico di ENAS, Giovanni Sistu, e del professor Alfonso Damiano, dell’Università di Cagliari, che ha fornito il supporto tecnico scientifico allo sviluppo del progetto.


Il primo in Sardegna ma anche in Italia che viene direttamente allaciato alla rete elettrica nazionale, un vero e proprio termodinamico solare, ma anche una piattaforma di sperimentazione tecnologicamente avanzata e di scala industriale, aperta alla ricerca nei settori delle tecnologie solari, dei sistemi di accumulo energetici e della gestione delle micro-reti. Questi tipi di impianti vengono chiamati anche: centrale solare a concentrazione oppure centrale solare termoelettrica.

Il funzionamento di una centrale solare di questo tipo non è così complicato da comprendere come può sembrare, come si può facilmente capire è una tipologia di centrale elettrica che sfrutta come fonte primaria il sole e la sua radiazione solare, accumulandola attraverso gli specchi o pannelli, sotto forma di calore per mezzo di tecniche di concentrazione solare, per convertire poi questo calore generato viene utilizzata una classica turbina a vapore, ottenendo così la produzione di energia elettrica.

Questo nuovo impianto ha delle caratteristiche particolari, la tecnologia “CSP – Concentrated Solar Power” consente all’intero impianto un accumulo termico diretto, si può produrre energia elettrica per 4 ore consecutive anche in assenza di luce solare.

Schema Funzionamento Impianto Solare

Il campo solare con una superficie pari a 10.000 Mq, di dimensioni abbastanza importanti, ha tanta tecnologia al suo interno ed è stato subito allacciato alla rete Elettrica Regionale ma anche Nazionale. Senza entrare troppo nei tecnicismi elettronici, il campo utilizza dei cosidetti collettori o riflettori Fresnel che consistono in svariate strisce strette parallele di specchi piani inclinati opportunamente per concentrare la radiazione solare su un tubo, in questo tubo passano dei sali (accumulo elettrochimico al Sodio-Cloruri di Nickel) e un olio speciale che vengono riscaldati, si passa poi al generatore di vapore e successivamente alla turbina ORC Turboden da 600kW, l’energia prodotta grazie a questo processo viene poi immessa nella rete. Tutti gli elementi che costituiscono l’impianto sono di manifattura italiana.

L’impianto di Ottana di proprietà dall’Ente Acque della Sardegna (ENAS) è stato progettato e realizzato da CSF-F del Gruppo Fera, nei primi mesi di sperimentazione è stato seguito da Sardegna Ricerche con la collaborazione dell’Università di Cagliari. I finanziamenti per la costruzione arriva dai fondi del PORFESR 2007-2013 della Regione Sardegna con l’obiettivo di valutare le prestazioni, l’efficacia e l’affidabilità della tecnologia del solare termodinamico di piccolo taglia (potenza fino a 5MWe) per la generazione distribuita.

Il Presidente di Anest, Gianluigi Angelatoni, (Associazione che riunisce le Imprese nazionali del solare termodinamico) è molto soddisfatto: “Siamo molto contenti che finalmente sia stato possibile costruire un primo impianto solare termodinamico allacciato alla nostra rete elettrica in quanto evidenzia come questa tecnologia sia applicabile anche nel nostro paese. E ci fa ben sperare sulla possibilità di realizzare altri impianti sia in Sardegna sia in altre regioni italiane”.

L’assessore Piras rimarca gli impegni presi sul Piano Energetico della Regione: “Si tratta di un impianto sperimentale importante perché è un esempio di ciò che si può fare con lo sviluppo di smart grid all’interno delle aree industriali.”

“Il messaggio che parte da Ottana è chiaro: dal Centro Sardegna si può ripartire con esempi di infrastrutture che puntano all’innovazione e alla ricerca. È la strada che stiamo tracciando grazie al Piano Energetico regionale che sta cambiando il modello energetico della Sardegna, dall’energia per l’energia all’energia che serve, sia per le imprese che per i cittadini, con lo sguardo rivolto anche alla salvaguardia dell’ambiente e alla riduzione delle emissioni associate ai consumi.”

In Sardegna in realtà ci sono anche altri progetti in merito, di cui uno, quello di Tortolì, è stato abbandonato definitivamente, nei primi interventi già in progetto sono emerse problematiche che hanno creato forti ritardi sul cronoprogramma e la rinuncia del Consorzio Industriale dell’Ogliastra alla realizzazione dell’opera.

Nei progetti Regionali c’è anche l’Impianto Solare Sperimentale di Villacidro, molto simile a quello di Ottana e da realizzare nel Consorzio Industriale Provinciale del Medio Campidano-Villacidro.

Il video realizzato dalla Regione Sardegna per l’inaugurazione dell’Impianto:

 

 

Fonti: Sardegna Ricerche (www.sardegnaricerche.it) – Regione Sardegna (www.regione.sardegna.it) – Anest (www.anest-italia.it)

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