L’archeologia sarda nel mondo digitale

Sempre più spesso vediamo la tecnologia entrare con forza nel mondo dell’archeologia e della storia, specialmente nei musei che sono sempre più connessi e digitalizzati, recente l’esempio della Gamer Maker Academy di Cagliari.

Gli strumenti digitali non solo aiutano a comprendere meglio gli avvenimenti passati ma sono un valido aiuto per la promozione di un territorio, della sua cultura e del suo patrimonio archeologico.

“I nuovi strumenti digitali sono fondamentali per valorizzare e promuovere un patrimonio archeologico e culturale unico come quello della Sardegna. Una fruizione innovativa dei beni culturali può anche attrarre in Sardegna quei turisti più giovani che ora preferiscono altre mete e creare nuovi motivi di vacanza da cui nascano occasioni di sviluppo per i nostri paesi. Le tecnologie della realtà virtuale e del gaming applicate ai beni culturali: opportunità e volano di sviluppo territoriale”. Il pensiero dell’Assessora del Turismo, Artigianato e Commercio Barbara Argiolas all’Expo di Barumini la settimana scorsa.

All’Expo di Barumini, che ricordiamo essere uno dei più importanti siti archeologici d’Italia e inserito tra i siti Patrimonio dell’Uminità riconosciuti dall’Unesco, c’è stato anche un confronto tra tante figure legate al settore digitale, sviluppatori di videogames, esperti di piattaforme virtuali insieme agli amministratori locali, rappresentanti del Ministero dei Beni Culturali e il direttore del Museo Archeologico di Cagliari Roberto Concas.

Il tema del confronto era l’applicazione delle nuove tecnologie sulla valorizzazione della cultura sarda, pensiamo solamente a quanto possa essere importante promuovere online la Sardegna, non solo quella delle spiagge incontaminate o paradisiache ma puntare sulla storia, archeologia e sugli eventi passati, ricchi di fascino, mistero e tante curiosità che possono attrarre visitatori da tutto il mondo.

Sono stati portati anche delle testimonianze: il gioco “Father and Son” di Fabio Vola, realizzato per il Museo Archeologico di Napoli con ben un milione di download, Marco Vigelini esperto di Minecraft, videogioco caratterizzato dalla possibilità di crearsi un mondo personalizzato a metà tra lo stile “retrò” pixel-art e i mattoncini lego. Giuditta Mauri ha illustrato le potenzialità del Geocaching, la caccia al tesoro virtuale che sfrutta il GPS degli smartphone, gli esempi concreti di come dall’hi-tech arrivino ricadute reali sul territorio.

“La tecnologia è il perfetto trait d’unione tra un patrimonio millenario e una nuova fruizione che utilizza strumenti contemporanei e nuovi linguaggi. Alla tutela e valorizzazione del paesaggio ambientale, culturale e produttivo dobbiamo aggiungere quelle del paesaggio digitale perché il mondo cambia sempre più velocemente e la sfida è quella di contaminare le competenze, anche apparentemente lontane.”

Il tutto si unisce ovviamente al turismo, la promozione del territorio va fatta anche per questo ambito, importantissimo per l’economia dell’intera isola, senza la sinergia tra turismo, cultura e digitale non si fanno sicuramente passi in avanti.

“Occorre un cambiamento culturale che ci permetta finalmente di integrare le progettualità che nascono dal basso, dalle comunità locali, per creare una offerta di vacanza diversa, capace di generare presenze e pernottamenti sui mesi primaverili e autunnali. L’attrattore culturale da solo non basta: un sito straordinario come Su Nuraxi, di cui celebriamo il ventennale dall’iscrizione nel patrimonio Unesco, totalizza circa 100 mila visitatori, un numero equivalente a quello delle presenze nelle strutture ricettive di tutto il Medio Campidano, coste comprese, in tutto l’anno.”

Il commento dell’Assessore Argiolas:

Fonte: Regione Sardegna

Immagine di copertina gentilmente offerta da DonnaNuragica.

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