La Regione si candida per un postro tra i Poli Strategici Digitali

La Regione Sardegna e la giunta Pigliaru stanno sempre più cercando di avvicinare l’isola al mondo digitale, per aiutarla a stare al passo con i tempi mercoledì scorso è stato fatto un passo in più, la candidatura per per diventare uno dei Poli Strategici nazionali per i servizi ICT.

Ma cosa significa in termini pratici? Questa candidatura su base Regionale è stata decisa per consentire alla Sardegna di avere un ruolo di primo piano nelle strategia digitali del futuro in ambito nazionale e più precisamente all’interno dell’Agenzia per l’Italia Digitale.

Un modello e una regione che fanno quindi da esempio per i player digitali e anche un modello da seguire nel futuro, sia per le aziende che per le amministrazioni pubbliche, secondo quanto prevede l’Agenzia per l’Italia Digitale, dovranno essere presenti e gestite le principali infrastrutture ICT (hardware, software, connettività) messe a disposizione da tutte le amministrazioni.

Polo strategico nazionale si intende il soggetto titolare dell’insieme di infrastrutture tecnologiche, di proprietà pubblica, indicato espressamente dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e qualificato da AGID ad erogare, in maniera continuativa e sistematica, servizi ad altre amministrazioni.

Per far diventare la Sardegna protagonista e quindi un Polo Strategico Digitale però non basta la volontà, servono competenze, servizi e sopratutto infrastrutture digitali, la Regione ha quindi completato una procedura di censimento delle stesse, le nuove reti in fibra ottica per la Banda Ultra Larga sono un esempio, poi gli sportelli di assistenza online alle imprese o ai cittadini come il Suape (Sportello unico per le attività produttive e per l’edilizia) o il Sira (Sistema informativo regionale ambientale), ma non solo, anche l’identità digitale e l’implementazione di servizi tramite SPID, i servizi sanitari regionali online e tutti gli altri servizi offerti da aziende sarde o dall’amministrazione pubblica isolana.

L’Assessore agli Affari Generali Filippo Spanu sulla candidatura: “Per la Sardegna diventare Polo Strategico nazionale per i servizi nel campo delle tecnologie della comunicazione e dell’informazione vuol dire entrare nel circuito degli accordi di servizio con i Ministeri, con altre realtà extraregionali di pari livello, e diventare punto di erogazione di servizi ICT per tutta la pubblica amministrazione del territorio di riferimento. Dalla nostra parte abbiamo infrastrutture avanzate, da un punto di vista organizzativo e tecnologico, e un sistema di servizi a favore dei cittadini che comincia ad avere contorni ben definiti.”

Prosegue: “La nostra forza inoltre risiede in una tradizione ormai consolidata. L’Isola è stata capace sviluppare preziose competenze nel campo dei servizi ICT e ha fatto da incubatore di importanti iniziative che sono significativi punti di riferimento nel contesto internazionale”.

Fonte: Regione Sardegna

Scritto da: 

Fabio, classe 1993, Nerd fino al midollo, cresciuto tra videogame, computer, e apparecchi elettronici, sempre alla ricerca di novità in campo digitale. Ho una certa esperienza nel mondo della tecnologia, dell'informatica e delle telecomunicazioni.

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