La direttiva UE su Copyright Digitale e Internet, facciamo chiarezza

Difficile non aver sentito o letto nulla sulla nuova direttiva dell’Unione Europea che indica ai singoli stati membri della Comunità come si dovranno muovere e quali misure dovranno adottare in futuro sul Copyright Digitale e le regole o norme sulla rete di Internet.

In questi giorni è uno dei temi più caldi, e quando un tema è caldo come l’inferno arrivano purtroppo anche disinformazione, false notizie, allarmismi, mezze verità e tante, tantissime, opinioni contrastanti. Il tutto non aiuta a comprendere l’argomento nemmeno agli addetti nel settore di Internet.

Io ho voluto approndire e vi scrivo questo articolo per poter avere un quadro generale della situazione il più chiaro possibile, senza nessuna posizione di parte e il più neutrale possibile.

La Direttiva UE, già il nome a molti fa rizzare i capelli, perchè tutto quello che arriva dall’Unione Europea, strano, lontano, fatto da altri, sembra dannegiarci in qualche modo, anche se in realtà le cose non stanno così, sarebbe una visione troppo facile ed errata, il solito fascio di erba.

Se andiamo a vedere in sostanza la direttiva presentata inizialmente dalla Commissione Europea nel 2016 aveva come obbiettivo quello di andare verso un “mercato digitale unico” in cui tutte le norme, tutte le regolamentazioni in materia digitale sarebbero state unificate per semplificare e rendere il più trasparente possibile le transazioni o le informazioni del player del mercato digitale, quindi regolamentazioni su: artisti del web, colossi del web come Google, Amazon, Facebook, piattaforme digitali di informazione come Wikipedia, giornali online, riviste, forum e via di questo passo.

Fin qui nessuna manifestazione o molto interesse da parte di tutti, quello che ha fatto maggiormente discutere e talvolta infuriare più di qualcuno recentemente è la modifica a questa direttiva, a partire dalle modifiche apportate dalla Commissione giuridica dell’Europarlamento agli articoli 11 e 13 rispetto al testo originario.

Di cosa parlano questi due articoli?

L’Articolo 11, quello soppranominato “la tassa sui link” e una nuova regola che toccherebbe il cuore di Internet, colpendo specialmente i grossi marchi e i colossi come ad esempio Google, Microsoft, Apple ecc. Il nome deriva dal fatto che con l’approvazione verrebbe imposto a tutti di pagare in denaro ciascun editore ogni qual volta del materiale prodotto da lui venisse pubblicato su una specifica piattaforma, sulla base del diritto d’autore classico, per riconoscere la paternità del suo lavoro al 100% e evitare appropriazioni indebite, cosa che nel web oggi accade molto frequentemente, specialmente ai danni dei più piccoli.

Ma facciamo un esempio concreto, mettiamo il caso che un utente di Facebook decida di pubblicare un contenuto sul suo profilo personale, questo contenuto (testo, immagine, video, musica, idea ecc.) però appartiene a qualcuno, un editore che l’ha creato in un sito web esterno e anche certificato con copyright, in questo caso Facebook sarebbe responsabile e dovrebbe corrispondere al creatore un corrispettivo in denaro per non ledere la paternità dell’opera, con la stesura di una licenza ben definita per ogni opera.

L’Articolo 13 è sempre strettamente collegato alla protezione della proprietà intelletuale sul web dovrebbe introdurre una sorta di software che agisce da filtro su qualsiasi piattaforma, impedisce e/o blocca un contenuto quando si tratta di qualcosa creato da altri e quindi protetto da copyright, una pubblicazione di contenuti creati da terzi senza il proprio consenso.

Quindi facendo un esempio concreto, anche ritrovandoci nella situazione descritta prima per l’articolo 11, quel contenuto con il filtro attivo verrebbe automaticamente rimosso, un pò come accade oggi con i filtri anti-pubblicità per i browser, i cd. ADBlock.

Chiunque, anche i non addetti al settore, capisce benissimo che applicare due articoli scritti così nell’internet di oggi sarebbe una grossa rivoluzione, tutti pubblicano sui social o su altre piattaforme contenuti creati da altri, e questa è solo una sfumatura e una situazione particolare, ma ce ne possono essere tante altre diverse. Il mondo di internet è vario e molto vasto, i colossi del web dovrebbero agire su tutte le loro piattaforme e modificare anche tanti metodi e usi dell’Internet che conosciamo tutti, e avrebbero anche molte più responsabilità per la tutela del Copyright.

Per questo da una parte ci sono i colossi del web che si schierano contro, mentre molti editori, specialmente quelli indipendenti e piccoli si schierano a favore per poter riuscire a tutelare meglio il loro lavoro, è vero infatti che spesso le loro opere vengono “depredate” oppure letteralmente rubate, è il caso anche della Pirateria Informatica, quindi qualche forma di regolamentazione in più ci vuole sicuramente, un irrigidimento delle norme su questo fronte aiuterebbe anche il contrasto delle bufale e delle false notizie che girano ormai indisturbate sulla rete e spesso e volentieri non si riesce a risalire al “creatore”, perchè non c’è nessuna firma risonosciuta o una sorta di licenza, che la direttiva vorrebbe istituire.

Tutto questo ovviamente non giustifica il passaggio da un eccesso all’altro e bisogna trovare sicuramente un compromesso per una rivoluzione che porti benefici per tutti e che non si trasformi in qualcosa di negativo, i colossi del web non sono immuni da responsabilità e non lo dovranno mai essere, vista l’influenza che hanno sul web e sugli utenti che lo frequentano, ma allo stesso tempo non bisogna demonizzare troppo, si potrebbe ottenere l’effetto contrario.

In ogni caso penso che si sia creato troppo allarmismo e panico prima ancora che la discussione sulla direttiva iniziasse, il Parlamento Europeo, espressione di un voto popolare a cui tutti siamo stati chiamati a partecipare, fa le nostre veci per poter amministrare il vecchio continente, ma deve essere garantito il dibatitto di tutti e con le giuste tempistiche. Sono state troppe le ingerenze dall’esterno e da attori esterni, anche compagnie, sia da una parte che dall’altra, e si è di fatto influenzato l’andamento dei lavori a Bruxelles, qualcosa che andrebbe evitato.

La direttiva è già entrata in vigore? Che cosa cambierà in futuro?

Assolutamente no, la direttiva non è stata ancora discussa nel Parlamento Europeo ed è stata addirittura messa in sospensione nella giornata del 5 Luglio, gli Europarlamentari hanno deciso con un voto di rinviare la discussione sulle nuove regole a Settembre. 318 i voti contrari, 278 quelli favorevoli, 31 gli astenuti è il risultato della votazione per dare inizio alla discussione, che non è ancoradi fatto avvenuta.

Ora si dovrà attendere il mese di Settembre per sapere come effettivamente si evolverà la situazione, sicuramente ci si aspetta delle modifiche sostanziali per poi arrivare ad una versione più soft che faccia calmare le acque, sia tra i promotori che tra i detrattori della riforma sul Mercato Digitale Unico.

Voi che cosa ne pensate sulla direttiva? Siete contrari o favorevoli?

Fonti: Parlamento Unione Europea

Scritto da: 

Fabio, classe 1993, Nerd fino al midollo, cresciuto tra videogame, computer, e apparecchi elettronici, sempre alla ricerca di novità in campo digitale. Ho una certa esperienza nel mondo della tecnologia, dell'informatica e delle telecomunicazioni.

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