La Regione Sardegna svela chi attiverà la fibra ottica

Nel corso di questa settimana, precisamente il 20 Settembre, quando si è tenuta l’annuale Conferenza delle Regioni, la Regione Sardegna ha rilasciato nuove informazioni sulla situazione della Banda Ultra Larga nell’isola, specialmente per quanto riguarda l’attivazione delle reti in fibra ottica pubbliche già collaudate e presenti da mesi nei comuni con i lavori completati.

Per chi già segue i miei aggiornamenti mensili sa di cosa sto parlando, ma prima voglio comunque fare un riassunto per chi si fosse perso qualche passaggio:

Infratel, società del Ministero dello Sviluppo Economico, e la Regione Sardegna, nell’ambito del progetto nazionale e regionale per la Banda Ultra Larga, con fondi pubblici e dal 2016, hanno avviato gli interventi nel territorio regionale, specialmente nelle “aree bianche a fallimento di mercato” per coprire la quasi totalità dei comuni (esclusi quelli ricadenti nel nuovo Terzo Bando Infratel e quelli già coperti dai privati nelle “aree nere”) con le nuove reti telematiche in fibra ottica. L’obbiettivo è garantire alla totalità dei cittadini, anche nelle aree svantaggiate, di poter navigare sulla rete di internet e fruire dei nuovi servizi digitali secondo gli standard di velocità indicati dall’Agenda Digitale Europea e quella Italiana, che si dovrebbe concludere nel 2020, cioè: almeno 30Mbps per il 100% della popolazione residente, e almeno 100Mbps per l’85% della popolazione.

I primi lavori sull’isola nel 2016 a Sant’Andrea Frius

Tutto questo con la tecnologia cd. FTTC (Fiber to the Cabinet), fibra fino all’armadio ripartilinea dell’operatore telefonico e poi il resto della linea lato cliente in rame, che seppur limitatamente può comunque garantire quei risultati.

I lavori dal 2016 stanno andando avanti, seppure con vistosi e gravi ritardi sulla tabella di marcia, tutto infatti doveva essere completato inizialmente per la fine del 2017, poi per la fine di quest’anno, ma siamo ancora a nemmeno metà dell’opera, ad oggi infatti come ricorda anche la Regione nell’ultimo intervento sono un centinaio i comuni già completati e collaudati tecnicamente per poter essere attivati, la fibra infatti dopo essere stata posata sotto la direzione di Infratel, va accesa, e un soggetto pubblico non possiede la capacità di fornire un servizio di connettività e telefonia adatto, lo può fare solo un operatore privato, TIM, Wind, Vodafone, Tiscali, Fastweb, ecc.

Ad oggi però nessuno di loro ha attivato o avviato le procedure per fornire i servizi ai comuni già pronti e con i lavori completati, anche se Infratel all’inizio di quest’anno aveva indetto una consultazione, per vedere quale operatore era interessato, con tanto di documenti da compilare, ad oggi non c’è stato nessun dato ufficiale rilasciato, ma sembra ci siano delle novità. Settembre porta consiglio!

Nel corso della Conferenza Regioni a Roma l’Assessore degli Affari Generali Filippo Spanu, sempre in prima linea nel progetto, ha dichiarato di voler avviare un confronto con il Governo per superare criticità e garantire operatività a reti già collaudate specie nelle zone interne:

“Abbiamo condiviso la preoccupazione espressa oggi in sede di Conferenza delle Regioni da tutti i territori in relazione alle mancata attivazione dei servizi di connettività a banda ultra larga nei comuni che ricadono nelle aree più svantaggiate. È necessario completare il programma per lo sviluppo delle nuove reti e fare in modo che cittadini e imprese possano beneficiare dei vantaggi legati a queste infrastrutture. La Conferenza delle Regioni, anche accogliendo una specifica istanza formulata dalla Regione Sardegna, avrà un confronto più serrato con il Governo per colmare i ritardi sinora accumulati e assicurare, nell’immediato, l’accensione della fibra ottica nei centri in cui le opere sono state sottoposte a collaudo. Su quest’ultimo punto è fondamentale l’attivo coinvolgimento degli operatori, in particolare Telecom che ha gli strumenti più diffusi e ha manifestato interesse ad operare senza però dare seguito a questa volontà. Nell’isola sono circa cento le reti già realizzate con risorse regionali nelle aree cosiddette a fallimento di mercato per le quali sussistono le condizioni necessarie per la piena operatività”.

Il passaggio più interessante della dichiarazione è sicuramente quello relativo alla Telecom, che avrebbe manifestato l’interesse ad attivare la fibra ottica pubblica in Sardegna, seppur non attuando alcuna misura fin’ora.

Fin ad oggi si poteva solo ipotizzare che la TIM – Telecom Italia volesse tenersi tutto per se il “bottino” delle reti in Sardegna, considerando anche, come ricorda lo stesso assessore, che la TIM “ha gli strumenti più diffusi” e la quasi totalità della rete e delle centrali telefoniche in Sardegna sono di sua proprietà, al contrario degli altri operatori sul mercato, ora comunque c’è una ulteriore conferma.

Ma le preoccupazioni comunque non mancano, non sappiamo ancora quando la Telecom abbia presiamente manifestato l’interesse, se all’inizio dell’anno quando la Regione avviò dei confronti o più recentemente, ma ancora non si è vista nessuna azione concreta da parte loro, e non si hanno comunque date certe.

Armadio TIM già collaudato

Se è vero che gli interventi di Infratel nell’isola hanno facilitato il compito per gli operatori, installando le reti, le infrastrutture e i collegamenti, però mancano ancora dei tasselli tecnici, come l’ installazione di moduli VDSL aggiuntivi per l’attivazione degli armadi di strada in FTTC e altri aspetti che solo l’operatore può curare, queste questioni tecniche non sono a costo zero. Bisognerà vedere quando l’operatore valuterà l’attivazioni dei comuni, specialmente quelli molto piccoli, in cui il ritorno economico limitato sarà difficile da digerire a breve termine.

Di fatti è stato proprio questo il punto del Progetto Nazionale per la Banda Ultra Larga, evitare di lasciare isolate quelle aree dimenticate proprio dagli operatori. Per ora si attendono gli sviluppi.

Intanto la Regione sembra voglia giocare su due fronti, una partita con il Governo, a differenza delle fasi iniziali ora la palla dei lavori è totalmente in mano ad Infratel e i ritardi non sono tutti imputabili all’attuale giunta regionale, quindi bisogna avere un confronto più acceso e diretto con il Ministero dello Sviluppo Economico.

Dall’altra parte, parla sempre l’Assessore Spanu, direttamente con l’operatore TIM:

“La Giunta rilancerà a brevissimo tutte le iniziative istituzionali e nei confronti degli operatori, a partire appunto da Telecom, per accendere al più presto la fibra ottica nei comuni in cui le opere sono state concluse e collaudate e per valorizzare l’importante lavoro sulle infrastrutture che è stato intrapreso”.

Non è comunque finita qui per il mese di Settembre, nell’aggiornamento mensile della prossima settimana vedremo tutti i nuovi dettagli e tutti i nuovi aggiornamenti sulla Banda Ultra Larga, anche in Italia.

Fonte: Regione Sardegna

Scritto da: 

Fabio, classe 1993, Nerd fino al midollo, cresciuto tra videogame, computer, e apparecchi elettronici, sempre alla ricerca di novità in campo digitale. Ho una certa esperienza nel mondo della tecnologia, dell'informatica e delle telecomunicazioni.

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